Il Dao neoplatonico

Il Dao / Uno è privo di forma e di figura. Non avendo forma non ha essenza, quindi è al di là dell’essere e della sostanza. Il Dao / Uno non può essere determinato nella quantità e nella sua esistenza spazio-temporale, e non può nemmeno essere definito.

Del Dao / Uno si può dire a rigore solo quello che non è, rendendolo non possibile come argomento di discussione e di scienza.

(Questi passi, leggermente modificati, sono tratti da “Il Nuovo Protagonisti e testi della filosofia”, di Abbagnano e Fornero, Paravia, 2006)

… solo che non stiamo parlando di Dao, concetto all’origine del daoismo e della Medicina Tradizionale Cinese, bensì dell’Uno del neoplatonismo.

“La Via (il Dao) che può essere calpestata, non è la via durevole (eterna).”

Daodejing, cap 1.

E’ davvero straordinario come pensatori lontani nello spazio e nel tempo come Laozi, cui si attribuisce la stesura del Daodejing tra il IV e il III secolo a.C. e Plotino, vissuto tra il 175 e il 242 d.C., siano arrivato alle stesse conclusioni filosofiche.

Carattere Dao:

A destra una testa con i capelli sciolti, come quella di uno sciamano, a sinistra impronte di passi che evocano passi di danza, il “passo” di uno sciamano. Il piede sinistro si leva per primo, poi il piede destro si unisce al sinistro, poi in passo ricomincia.

Altra interpretazione: a destra vi è un viso con la fronte corrugata nell’atto del pensare, con delle radiazioni, i pensieri, che emanano dal suo capo, a sinistra un piede che lascia delle orme dietro di sé.

Il Dao è dunque la traccia che il principio che governa lascia nel mondo manifesto; traccia di cui l’uomo può prendere coscienza con la sua attività mentale e intuitiva, come fa uno sciamano.

In Medicina Tradizionale Cinese queste premesse portano alla conclusione che più ci si avvicina al particolare cercando di individuare una quadro di disarmonia, più ci si allontana dal generale, e cioè dalla essenza del quadro stesso.

La “scommessa” del medico e dell’operatore di medicina cinese è proprio quella di potere arrivare a conoscere qualcosa dall’inconoscibile cercando di riportare una condizione di squilibrio a una di maggiore equilibrio.

Vito Marino
Medico esperto in medicina cinese

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.