Influenza: quali sono i principali quadri secondo la medicina cinese?

L’inverno 2017-2018 verrà probabilmente ricordato come la stagione con il maggior numero di casi di influenza, che in questo periodo ha colpito in modo particolarmente virulento. Cosa possiamo fare con la medicina cinese? Quali sono i principali quadri che possiamo riconoscere e trattare?

 

Attenzione: per tutti i tipi di patologia è necessario rivolgersi innanzi tutto a un medico, utilizzando poi la medicina cinese come supporto al zhengqi dell’organismo nella sua lotta contro i fattori patogeni.

 

Influenza classica: fase iniziale

In termini di medicina cinese, le manifestazioni di tipo influenzale dipendono dalla penetrazione di vento-freddo che, secondo la teoria dei sei livelli, può approfondirsi dall’esterno (taiyang) all’interno (yangming). I primi sintomi influenzali, che comprendono solitamente freddolosità, sensazione di ossa rotte, dolori muscolari o alla zona cervicale, mal di testa occipitale e leggero scolo nasale, sono caratteristici del livello taiyang, il più esterno: il patogeno è appena penetrato e manifesta maggiormente le caratteristiche del vento (leggera sudorazione perché il vento apre i pori, avversione alle correnti d’aria, dolori muscolari migranti, rigidità nella zona alta del taiyang, starnuti) o del freddo (assenza di sudorazione, freddolosità e avversione al freddo, dolore e rigidità nella zona alta del taiyang, leggero scolo nasale liquido e trasparente, starnuti). In questa fase, weiqi si attiva e si mobilita per espellere il vento-freddo e liberare l’esterno: la medicina cinese può essere d’aiuto sostenendo questo movimento.

  • Tuina: utilizzare manovre adatte a muovere il qi, espellere il vento e scaldare per espellere il freddo, da applicare soprattutto nella zona alta del taiyang e nelle aree dolenti (ad esempio, tuifa, lifa per liberare i meridiani; gunfa, anroufa per muovere il qi; roufa, cafa per scaldare). Il trattamento ha come punto di inizio le zone centrali del corpo e come punto di fine la periferia, in modo da direzionare il movimento di weiqi verso l’esterno, per favorire l’espulsione dei patogeni. I punti più utili in questo caso sono quelli che liberano l’esterno: BL12 (espelle i patogeni e libera l’esterno, diffonde e fa scendere il qi di polmone), GV14 (espelle il vento e consolida l’esterno, tonifica lo yang per espellere il freddo, punto di riunione dei meridiani yang di tutto il corpo), LI4 (espelle il vento e libera l’esterno, regola weiqi e la sudorazione), LU7 (libera l’esterno e espelle il vento, giova a testa e nuca, promuove la discesa del qi di polmone), tutti trattati in dispersione.
  • Tecniche complementari: se le manifestazioni sono principalmente da vento, sono consigliati coppettazione strisciata sulla zona alta del taiyang e fissa sui punti del dorso oppure gua sha su tutta la zona dorsale alta; se prevale il freddo, lo strumento più utile è la moxa in dispersione, in particolar modo su GV14 e BL12.

 

Influenza: la seconda fase

Se weiqi non riesce a espellere i fattori patogeni, questi penetrano ulteriormente verso l’interno: il livello interessato successivamente è lo shaoyang, il perno fra interno ed esterno dei tre livelli yang. In questa fase, la lotta fra zhengqi e xieqi (fattori patogeni) si fa più serrata e porta manifestazioni alterne, unite dal tratto comune della febbre: freddo e brividi con febbre bassa (zhengqi riesce a respingere i patogeni verso il taiyang) alternati a febbre alta con sudorazione e sensazione di calore (i patogeni riescono a spostarsi nello yangming). In questa fase, in cui il patogeno freddo inizia a trasformarsi in calore, è utile lavorare sull’espulsione dei patogeni dallo shaoyang e favorire la sudorazione per permetterne l’uscita dal corpo.

  • Tuina: utilizzare manovre adatte a muovere il qi, lavorando sulle zone di pertinenza dello shaoyang e su punti che aiutano la superficializzazione e l’espulsione dei fattori patogeni; il trattamento parte dalle zone centrali del corpo e finisce alla periferia. Sono utili le manovre di gunfa, tuifa, lifa, anroufa, fentuifa, naofa (quest’ultima sullo shaoyang del piede) e il lavoro sulle articolazioni (yaofa, bashenfa) se dolenti. I punti consigliati sono SJ5 (espelle il vento e rilascia l’esterno, purifica il calore), BL19 (purifica i patogeni dallo shaoyang), LI4 (espelle il vento e libera l’esterno, regola weiqi e la sudorazione), GB34 (armonizza lo shaoyang, punto hui dei tendini utile in caso di dolori e tensione muscolari), tutti in dispersione.
  • Tecniche complementari: consigliati coppettazione strisciata sulla zona dorsale alta e fissa su BL19 oppure gua sha sulla zona dorsale alta e centrale.

 

influenza

Influenza: il culmine

Se il patogeno non è stato arrestato ed espulso nelle due fasi precedenti, il livello colpito successivamente è lo yangming: le manifestazioni tipiche secondo i classici sono “i quattro grandi” (grande febbre, grande sete, grande sudorazione, grande polso). In questa fase, quindi, assistiamo alla completa trasformazione del freddo in calore: si tratta dei tipici sintomi dell’influenza conclamata, che comprendono temperatura sopra ai 38°, sudorazione abbondante, grande sensazione di calore e voglia di bere bevande rinfrescanti. Lo scopo dei trattamenti in questa fase è quello di purificare il calore, sostenendo il movimento di esteriorizzazione di zhengqi e promovendo la sudorazione.

  • Tuina: le manovre riscaldanti (cafa, roufa) sono da evitare, mentre sono utili tutte le manovre utilizzabili sul canali per stimolare lo yangming: tuifa, lifa, anfa… e manovre come niejifa, che aiutano a purificare il calore; il trattamento parte dalle zone centrali del corpo e finisce alla periferia. I punti più utili in questo frangente sono sicuramente LI11 (purifica il calore), LI4 (regola weiqi e la sudorazione), ST44 (purifica il calore), SJ5 (purifica il calore), GV14 (purifica il calore), tutti in dispersione.
  • Tecniche complementari: gua sha su tutto il dorso, gua sha o coppettazione fissa su GV14 (se non ci sono problemi a livello della vertebra C7).

Per sostenere il lavoro fatto con il tuina, è importante consigliare l’alimentazione più adatta alla fase influenzale e al livello energetico implicato per sostenere l’espulsione del patogeno.

Francesca Cassini
Operatrice e insegnante di Tuina

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