Influenza: quali sono i principali quadri secondo la medicina cinese?

Come tutti gli anni, da dicembre sono esponenzialmente aumentati i casi di influenza. Cosa possiamo fare con la medicina cinese? Quali sono i principali quadri che possiamo riconoscere e trattare?

 

Attenzione: per tutti i tipi di patologia è necessario rivolgersi innanzi tutto a un medico, utilizzando poi la medicina cinese come supporto al zhengqi dell’organismo nella sua lotta contro i fattori patogeni.

 

Influenza classica: fase iniziale

In termini di medicina cinese, le manifestazioni di tipo influenzale dipendono dalla penetrazione di vento-freddo che, secondo la teoria dei sei livelli, può approfondirsi dall’esterno (taiyang) all’interno (yangming).
I primi sintomi influenzali, che comprendono solitamente freddolosità, sensazione di ossa rotte, dolori muscolari o alla zona cervicale, mal di testa occipitale e leggero scolo nasale, sono caratteristici del livello taiyang, il più esterno.

Il patogeno è appena penetrato e manifesta maggiormente le caratteristiche del vento (leggera sudorazione perché il vento apre i pori, avversione alle correnti d’aria, dolori muscolari migranti, rigidità nella zona alta del taiyang, starnuti) o del freddo (assenza di sudorazione, freddolosità e avversione al freddo, dolore e rigidità nella zona alta del taiyang, leggero scolo nasale liquido e trasparente, starnuti). In questa fase, weiqi (la nostra “energia difensiva”) si attiva e si mobilita per espellere il vento-freddo e liberare l’esterno: la medicina cinese può essere d’aiuto sostenendo questo movimento.

  • Tuina: utilizzare manovre adatte a muovere il qi, espellere il vento e scaldare per espellere il freddo, da applicare soprattutto nella zona alta del taiyang e nelle aree dolenti (ad esempio, tuifa, lifa per liberare i meridiani; gunfa, anroufa per muovere il qi; roufa, cafa per scaldare). Il trattamento ha come punto di inizio le zone centrali del corpo e come punto di fine la periferia, in modo da direzionare il movimento di weiqi verso l’esterno, per favorire l’espulsione dei patogeni. I punti più utili in questo caso sono quelli che liberano l’esterno: BL12 (espelle i patogeni e libera l’esterno, diffonde e fa scendere il qi di polmone), GV14 (espelle il vento e consolida l’esterno, tonifica lo yang per espellere il freddo, punto di riunione dei meridiani yang di tutto il corpo), LI4 (espelle il vento e libera l’esterno, regola weiqi e la sudorazione), LU7 (libera l’esterno e espelle il vento, giova a testa e nuca, promuove la discesa del qi di polmone), tutti trattati in dispersione.
  • Tecniche complementari: se le manifestazioni sono principalmente da vento, sono consigliati coppettazione strisciata sulla zona alta del taiyang e fissa sui punti del dorso oppure gua sha su tutta la zona dorsale alta; se prevale il freddo, lo strumento più utile è la moxa in dispersione, in particolar modo su GV14 e BL12.

 

Influenza: la seconda fase

Se weiqi non riesce a espellere i fattori patogeni, questi penetrano ulteriormente verso l’interno: il livello interessato successivamente è lo shaoyang, il perno fra interno ed esterno dei tre livelli yang. In questa fase, la lotta fra zhengqi e xieqi (fattori patogeni) si fa più serrata e porta manifestazioni alterne, unite dal tratto comune della febbre: freddo e brividi con febbre bassa (zhengqi riesce a respingere i patogeni verso il taiyang) alternati a febbre alta con sudorazione e sensazione di calore (i patogeni riescono a spostarsi nello yangming). In questa fase, in cui il patogeno freddo inizia a trasformarsi in calore, è utile lavorare sull’espulsione dei patogeni dallo shaoyang e favorire la sudorazione per permetterne l’uscita dal corpo.

  • Tuina: utilizzare manovre adatte a muovere il qi, lavorando sulle zone di pertinenza dello shaoyang e su punti che aiutano la superficializzazione e l’espulsione dei fattori patogeni; il trattamento parte dalle zone centrali del corpo e finisce alla periferia. Sono utili le manovre di gunfa, tuifa, lifa, anroufa, fentuifa, naofa (quest’ultima sullo shaoyang del piede) e il lavoro sulle articolazioni (yaofa, bashenfa) se dolenti. I punti consigliati sono SJ5 (espelle il vento e rilascia l’esterno, purifica il calore), BL19 (purifica i patogeni dallo shaoyang), LI4 (espelle il vento e libera l’esterno, regola weiqi e la sudorazione), GB34 (armonizza lo shaoyang, punto hui dei tendini utile in caso di dolori e tensione muscolari), tutti in dispersione.
  • Tecniche complementari: consigliati coppettazione strisciata sulla zona dorsale alta e fissa su BL19 oppure gua sha sulla zona dorsale alta e centrale.

 

influenza

Influenza: il culmine

Se il patogeno non è stato arrestato ed espulso nelle due fasi precedenti, il livello colpito successivamente è lo yangming: le manifestazioni tipiche secondo i classici sono “i quattro grandi” (grande febbre, grande sete, grande sudorazione, grande polso). In questa fase, quindi, assistiamo alla completa trasformazione del freddo in calore: si tratta dei tipici sintomi dell’influenza conclamata, che comprendono temperatura sopra ai 38°, sudorazione abbondante, grande sensazione di calore e voglia di bere bevande rinfrescanti. Lo scopo dei trattamenti in questa fase è quello di purificare il calore, sostenendo il movimento di esteriorizzazione di zhengqi e promovendo la sudorazione.

  • Tuina: le manovre riscaldanti (cafa, roufa) sono da evitare, mentre sono utili tutte le manovre utilizzabili sul canali per stimolare lo yangming: tuifa, lifa, anfa… e manovre come niejifa, che aiutano a purificare il calore; il trattamento parte dalle zone centrali del corpo e finisce alla periferia. I punti più utili in questo frangente sono sicuramente LI11 (purifica il calore), LI4 (regola weiqi e la sudorazione), ST44 (purifica il calore), SJ5 (purifica il calore), GV14 (purifica il calore), tutti in dispersione.
  • Tecniche complementari: gua sha su tutto il dorso, gua sha o coppettazione fissa su GV14 (se non ci sono problemi a livello della vertebra C7).

Per sostenere il lavoro fatto con il tuina, è importante consigliare l’alimentazione più adatta alla fase influenzale e al livello energetico implicato per sostenere l’espulsione del patogeno: leggila nell’articolo dedicato a questo argomento Alimentazione e forme influenzali in medicina cinese.

Francesca Cassini
Operatrice e insegnante di tuina
interprete e traduttrice specializzata in medicina cinese

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: