Hun e po, la relazione yin-yang nello shen

Cosa sono hun e po in medicina cinese? Per capirlo appieno, è necessario fare un passo indietro. La medicina cinese, così come il pensiero tradizionale cinese, non si basa sull’idea di opposizione, ma su quella di relazione: ciò significa che non osserva la realtà suddividendola in categorie contrapposte e che si escludono a vicenda (ad esempio, corpo / mente), ma rintracciando al contrario le relazioni fra i molteplici elementi che la compongono. Molto spesso, quindi, la visione elaborata nell’antica Cina è strutturata in base a schemi diversi da quelli a cui siamo abituati: ad esempio, invece della nostra classica suddivisione fra aspetti fisici e aspetti mentali, la medicina cinese propone la triade jing (componente più legata alla struttura)qi (componente più legata alla funzione)shen (componente più legata a percezione, mente, psiche, emozioni). Anche questa triade, però, non è composta da elementi fissi e “monolitici”: se osserviamo più da vicino jing, qi e shen e ne esploriamo le relazioni reciproche e con l’insieme del microcosmo che è l’uomo o con il macrocosmo che è l’universo, vediamo come ognuna di queste tre sostanze preziose sia composta in realtà da aspetti diversi, che la rendono a sua volta un “microcosmo”.

Se per il jing abbiamo ad esempio l’aspetto detto innato (del Cielo anteriore) e quello acquisito (del Cielo posteriore) e per il qi possiamo individuare un aspetto nutritivo (yingqi), uno difensivo (weiqi), uno attivante / originario (yuanqi) e così via, anche per lo shen abbiamo aspetti diversi, che permettono l’espressione di tutte le nostre funzioni, capacità e possibilità sul piano percettivo, mentale, psichico, emotivo: hun e po, yi e zhi, shen.

Questi cinque aspetti dello shen sono in relazione con il sistema dei cinque elementi, dal momento che ognuno di essi risuona della stessa nota del legno, del metallo, della terra, dell’acqua o del fuoco, intesi ovviamente non come elementi statici, ma come insiemi che riuniscono aspetti dell’esistente accomunati dalle stesse caratteristiche, dagli stessi movimenti, dalle stesse tendenze, dalla stessa evoluzione.

Oggi iniziamo il nostro viaggio con hun e po.

hun e po

Hun: “l’andare e venire dello shen”

Se guardiamo il carattere cinese per hun, abbiamo subito un’indicazione molto precisa sul suo significato: la componente di destra (gui 鬼) significa “fantasma, spirito” e fa riferimento a una componente sottile, “animica”, mentre la parte di sinistra (yun, 云) significa “nuvola” e ci indica quindi che stiamo parlato di qualcosa di etereo, leggero, legato al Cielo e allo yang, proiettato verso ciò che è fuori da noi.

Questo movimento verso l’esterno e verso l’altro nella fisiologia della medicina cinese corrisponde al fegato (elemento legno), che infatti è la sede dello hun. Questo aspetto così yang dello shen trova il proprio radicamento nel sangue del fegato, che è sufficientemente yin da ancorarlo e da tenerlo “all’interno del corpo”, dandogli allo stesso tempo sufficiente nutrimento. Lo hun ha quindi tutte le caratteristiche dell’elemento legno: la forza vitale del germoglio, il proiettarsi verso l’alto della pianta che cresce, l’espansione senza limiti dei rami degli alberi, tutte rese possibili dal fatto che le radici sono ben piantate nella terra.

Hun di giorno vive negli occhi, di notte risiede nel fegato; quando vive negli occhi esso vede, quando dimora nel fegato esso sogna. I sogni sono il vagare di hun attraverso i nove cieli e le nove terre” (Taiyi Jinhua)

Quali sono quindi gli aspetti dello shen legati allo hun?

  • immaginazione, fantasia, creatività, ideazione (libero dispiegarsi)
  • senso estetico e artistico
  • intuizione, ispirazione, “chiaroveggenza” (percezione di ciò che è all’esterno)
  • capacità di sognare, di notte e ad occhi aperti (proiettarsi fuori)
  • capacità di prevedere, immaginare e costruire il futuro, dandosi speranza (proiettarsi in avanti)
  • capacità di fare progetti
  • coraggio di mettere in atto le proprie decisioni e scelte (contributo della vescica biliare)
  • apertura verso l’esterno, contatto con ciò che c’è intorno a noi, estroversione, socialità (movimento verso l’esterno)
  • equilibrio tra le emozioni, tra conscio e inconscio (ruolo del fegato nella libera circolazione del qi)

hun e po

Po, “l’entrare e uscire del jing”

Se osserviamo l’ideogramma di po, invece, ci troviamo proiettati in un panorama completamente diverso: come per hun, la componente di destra (gui 鬼) significa “fantasma, spirito” e fa riferimento a una componente sottile, “animica”, mentre la parte di sinistra (bai 白) significa “bianco” e fa riferimento al colore delle ossa (in Cina tradizionalmente chi è in lutto si veste di bianco). Po è quindi legato alla nostra struttura materiale, interna e yin, alla nostra componente fisica, alla Terra dove le ossa sono le ultime a scomparire dopo la nostra morte, al movimento verso l’interno e verso il basso.

Questo movimento di interiorizzazione e discesa nella fisiologia della medicina cinese corrisponde al polmone (elemento metallo), che infatti è la sede del po. Questo aspetto così yin dello shen trova movimento e dinamismo nello yang dell’aria, che il polmone porta all’interno del corpo e che aiuta a dinamizzare e sollevare il po. Il po ha quindi tutte le caratteristiche dell’elemento metallo: il movimento di contrazione del metallo che si solidifica, la capacità di difesa di una spada forgiata con l’acciaio, la velocità di reazione di una molla di ferro, la ritmicità di un martello che batte sull’incudine, tutte rese possibile dallo yang del fuoco che ha fuso la materia prima.

“Al momento della nascita la percezione di occhi e orecchie, i movimenti di mani e piedi, il suono del pianto e del respiro, tutto ciò appartiene al ling di po” (Wujing Zhengyi)

Quali sono quindi gli aspetti dello shen legati al po?

  • percezione delle sensazioni immediate e degli stimoli sensoriali (portare all’interno le sensazioni dell’esterno)
  • difesa da ciò che di pericoloso ci arriva dall’esterno, anche situazioni emotivamente “pericolose” (weiqi, difesa)
  • reazioni, risposte istintive
  • coscienza, intelligenza e memoria del corpo (legame con la parte fisica)
  • legato ai primissimi processi fisiologici e al senso di attaccamento alla vita
  • legato al jing (“memoria” genetica, nutrimento degli organi di senso)
  • rappresenta gli istinti primordiali, la memoria genetica della specie
  • ama la routine e la ripetizione (elemento metallo, difesa dagli imprevisti)

 

Hun e po, yang e yin

Hun e po costituiscono quindi una coppia yin-yang: hun “leggero”, distaccato dalla materialità, attivo e propositivo; po “pesante”, legato alla materialità, ricettivo e difensivo. Anche se sembrano due aspetti opposti e contrapposti, sono in realtà assolutamente interdipendenti e complementari, indispensabili all’equilibrio psichico e fisico dell’essere umano. Non a caso, hun e po sono gli unici due aspetti dello shen di cui i testi classici della medicina cinese parlano in relazione alla vita uterina, prenatale. Al di là delle discrepanze rispetto alla loro comparsa (testi diversi, di epoche differenti e diverso indirizzo, hanno opinioni discordanti su quale dei due si manifesti per primo), tutte le fonti antiche ne parlano in relazione al feto, mentre yi e zhi (legati a milza e rene) sono nominati solo per la vita dopo la nascita.
Questo non ci deve stupire: mentre la capacità yin di relazione con se stessi (percezione dei propri movimenti e degli stimoli esterni, reazioni istintive) e quella yang di relazione con gli altri (contatto con quello che esiste fuori di noi) sono capacità “innate” e primordiali, il proposito e l’elaborazione (yi) e la volontà di metterli in atto (zhi) sono qualcosa che può prendere forma dalla base di hun e po solo attraverso il contatto con il mondo esterno e le sue possibilità.

Hun e po: dualità o unità?

Hun e po, che all’apparenza sembrano in opposizione, costituiscono quindi un’unità funzionale, il cui equilibrio è fondamentale per la nostra vita psichica e per portare avanti qualunque ragionamento e qualunque movimento. Come spiega bene il Leijing (Classico delle categorie, 1624), “Il fuoco è hun, lo specchio è po; la lampada ha fuoco, la materia viene bruciata, lo specchio riflette le immagini, che però ne sono all’interno […]. Lo yin governa la concentrazione e la raccolta, perciò po può registrare e ricordare all’interno, lo yang governa movimento e azione, perciò hun può suscitare l’azione”.

Non perdere l’appuntamento di giugno per parlare di yi, zhi e shen!

 

Francesca Cassini
Operatrice e insegnante di Tuina

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