I fluidi corporei (jinye): umidificazione e nutrimento

Le sostanze preziose descritte dalla medicina cinese (ossia le componenti indispensabili alla vita) comprendono il qi (“energia”), il jing (“essenza”, “quintessenza”), lo shen (“mente-psiche-emotività”), il sangue (xue) e i fluidi corporei (jinye): oggi parleremo proprio di quest’ultimo elemento.
Senza i fluidi corporei, infatti, la vita non sarebbe possibile: non solo per l’ovvio ruolo che hanno a livello materiale, ma anche perché sono estremamente importanti per il bilanciamento yin-yang dell’interno organismo.

 

Cosa sono i fluidi corporei e a cosa servono

Definire i jinye in medicina cinese è molto semplice: si tratta di tutti i fluidi e liquidi organici (esclusi quelli di scarto, come le urine) che si trovano all’interno del nostro corpo. La parola cinese jinye è però composta da due parti, che descrivono due diverse qualità di fluidi corporei:

  • jin 津 (che a sinistra ha tre gocce d’acqua e a destra la componente 聿 che simboleggia il movimento fluido del pennello) indica i fluidi più yang, quindi più leggeri, trasparenti, rarefatti, impiegati all’esterno del corpo: ancora oggi, in cinese moderno, questa parola indica la saliva o il sudore
  • ye 液 (che a sinistra ha tre gocce d’acqua e a destra il carattere 夜che significa “notte”) indica i fluidi più yin, quindi più pesanti, torbidi, densi, impiegati all’interno del corpo: in cinese moderno, questa parola significa “liquido” in senso lato

I fluidi corporei in generale hanno cinque funzioni principali: umidificare, nutrire, partecipare alla formazione del sangue, eliminare gli scarti (attraverso urine, espirazione, sudorazione), mantenere l’equilibrio yin-yang del corpo, sia in fisiologia che in patologia. Sia i jin che gli ye partecipano a queste funzioni, ma ognuna delle due categorie fornisce un apporto leggermente diverso:

  • i jin, più yang, umidificano, nutrono ed equilibrano la parte esterna del corpo (biao 表), ossia pelle, muscoli e organi di senso. Anche i jin, in realtà, possono essere divisi in una quota relativamente più yang (pura, leggera, yang nello yang) che sale a umidificare orifizi e organi di senso e una relativamente più yin (torbida, pesante, yin nello yang) che umidifica pelle e muscoli.
  • gli ye, più yin, umidificano, nutrono ed equilibrano la parte interna del corpo (li 里), ossia gli organi e visceri (zangfu) e i visceri straordinari (ossa e loro articolazioni, midollo, cervello, utero, vasi sanguigni). Anche gli ye possono essere divisi in una quota relativamente più yang (pura, leggera, yang nello yin) che umidifica gli zangfu e una relativamente più yin (torbida, pesante, yin nello yin) che umidifica i visceri straordinari.

 

La formazione dei fluidi corporei

I nostri fluidi derivano tutti da una radice comune: lo stomaco, che accoglie cibi e bevande e che è infatti tradizionalmente definito “la sorgente superiore dei liquidi”. È proprio a livello dello stomaco che, nel riscaldatore (jiao) medio, avviene la prima separazione yin-yang, grazie al qi della milza che ha una direzione verso l’alto e quindi è in grado di “setacciare” quello che abbiamo ingerito e innalzarne la componente più sottile, pura, yang. Questo “vapore” caldo sale al riscaldatore (jiao) superiore dove il contatto con l’aria fredda del polmone lo fa condensare: qui entra in gioco il qi del polmone, che ha direzione verso il basso e che provvede alla distribuzione di questi liquidi condensati a tutto l’organismo. Questa appena descritta è la via di formazione e distribuzione dei jin: la loro parte più yang non arresta la sua salita al riscaldatore superiore, ma raggiunge il capo per nutrire e umidificare gli organi di senso; la loro parte più yin invece si condensa e viene distribuita a pelle, muscoli, tendini grazie all’azione discendente del qi del polmone.

La quota impura, pesante, yin dei liquidi presenti nello stomaco, invece, non viene sollevata dal “setacciamento” della milza, ma resta nello stomaco e, quindi, prosegue transitando attraverso gli intestini, nel riscaldatore (jiao) inferiore. Sia l’intestino crasso che l’intestino tenue recuperano la quota pura di questi liquidi più pesanti e la inviano alla vescica, dove l’azione ascendente del qi del rene e il riscaldamento operato tramite il suo yang rimanda in alto rimanda in alto e nel circolo di distribuzione i fluidi utilizzabili, mentre la vescica espelle l’urina. Questa è la via di formazione degli ye, la cui parte più yang raggiunge (attraverso il meridiano di vescica e i suoi punti shu del dorso) il sistema degli zangfu e la cui parte più yin è invece inviata ai visceri straordinari grazie al meridiano straordinario di dumai. La distribuzione degli ye è veicolata congiuntamente dal qi del rene e dal movimento di discesa del qi del polmone.

 

Fluidi corporei
Immagine tratta da Muccioli, Le basi della medicina cinese

Il triplice riscaldatore e i fluidi corporei

Tutti i movimenti dei fluidi corporei, dei liquidi da cui originano e dei liquidi di scarto hanno luogo nel triplice riscaldatore, che possiamo immaginare come un unico spazio in cui avvengono tutti i movimenti di ascesa, discesa, distribuzione: nel metabolismo dei jinye, infatti, sono coinvolti quasi tutti gli zang (organi) e i fu (visceri) del nostro corpo e quello che permette il corretto svolgersi del processo sono la comunicazione, la relazione e il collegamento fra di loro. Chi li garantisce e li permette è proprio l’ambiente costituito dal triplice riscaldatore, che non a caso è classicamente chiamato “l’ufficiale incaricato delle acque”.

Il triplice riscaldatore permette anche la corretta espulsione dei fluidi di scarto, che portano con sé le sostanze non più utili al nostro organismo: il riscaldatore inferiore è infatti definito nei classici “un canale di scolo” perché permette l’uscita di feci (con la loro componente liquida) e urine. Una quota di liquidi di scarto lascia il corpo anche con la sudorazione e con l’espirazione (polmone, riscaldatore superiore).

 

Altri aspetti dei fluidi corporei: il sangue

Come abbiamo detto all’inizio, oltre a umidificare e nutrire organi, visceri, organi di senso e visceri straordinari, a eliminare gli scarti e contribuire al mantenimento del bilanciamento yin-yang dell’intero organismo, i jinye partecipano anche alla formazione del sangue, fornendo la quota liquida.

Come sempre, questo contributo arriva da diverse vie:

  • la quota più yin (densa) dei jin che sale dallo stomaco al polmone viene inviata in parte a muscoli, tendini e pelle e in parte al cuore
  • la quota più yang (pura) dei liquidi recuperati dall’intestino tenue viene elevata verso l’alto e, grazie all’azione dello yang della milza, inviata dal jiao superiore a polmone e cuore, dove entra a far parte del sangue
  • la quota più yang (pura) degli ye attraverso il meridiano di vescica e i punti shu del dorso raggiunge gli zangfu: il surplus non utilizzato viene rimandato al fegato, di cui va a sostenere yin e sangue
  • la quota più yin (densa) degli ye viene inviata ai visceri straordinari attraverso dumai e, quindi, va a sostenere anche il midollo che può essere trasformato in sangue dal rene al momento del bisogno

 

Francesca Cassini
Operatrice e insegnante di tuina

 

L’immagine con lo schema relativo ai fluidi nel triplice riscaldatore è tratto da Muccioli, M., Le basi della medicina cinese. Fondamenti filosofici, fisiologia, eziologia, CEA (p. 134).
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