Otto pezzi di broccato. “Metti le mani al suolo e afferra le punte”

Metti le mani al suolo e afferra le punte è uno degli esercizi di Qi gong facenti parte di un set chiamato Otto pezzi di broccato.

In questo articolo pubblichiamo un estratto dal libro “Gli Otto Pezzi di Broccato. Esercizi per il Benessere dalla Medicina Cinese” che ne descrive l’esecuzione e i principi di azione.

otto pezzi di broccato

Estratto

Esecuzione ed aspetti meccanici dell’esercizio

La posizione di partenza di questo esercizio è con i piedi in terza linea (posti tra loro ad una distanza pari alla larghezza delle spalle), con la schiena eretta (fig.23).

Fig. 23

otto pezzi di broccato

Da questa posizione, sollevare le braccia frontalmente verso l’alto fin sopra la testa (fig.24), poi lasciarle scendere lateralmente portando infine i palmi sulla zona lombare (fig.25).

Fig. 24

otto pezzi di broccato

Fig.25

otto pezzi di broccato

Da qui, premere con i palmi mentre si inarca la schiena assumendo una posizione ad arco (fig.26).

Fig.26

otto pezzi di broccato

Tornare, quindi, lentamente in posizione eretta, sollevare le braccia lateralmente fin sopra la testa e poi flettere in avanti il busto fino ad arrivare a toccare la punta dei piedi o, se si arriva a terra, ad afferrare la punta dei piedi (fig.27).

Fig.27

otto pezzi di broccato

Nella posizione in fig.27 lo sguardo va mantenuto tra le gambe, come per guardare dietro, consentendo in tal modo l’allungamento delle vertebre cervicali.

Dopo aver ben disteso la schiena e le gambe (mantenendo le ginocchia distese ma non rigide e bloccate), tornare in posizione eretta “srotolando” lentamente la schiena.

Le braccia restano morbidamente distese e si sollevano davanti al corpo quando si raggiunge la posizione eretta.

Da questa posizione, continuano poi a salire verso l’alto fin sopra la testa e scendono poi lateralmente al corpo, portando di nuovo le mani sulla zona lombare ripetendo l’esercizio.

Attenzione:

  • nell’inarcamento non eccedere nella posizione ma fermarsi quando si arriva a percepire una tensione-distensione attiva nella zona lombare
  • nella flessione del busto in avanti non è importante arrivare a toccare la punta dei piedi con le mani ma è importante percepire una tensione-distensione attiva alle gambe e alla schiena
  • attenzione a non gravare sulla colonna vertebrale quando si sale tornando in posizione eretta: è importante “srotolare” la schiena vertebra per vertebra. La testa è l’ultima cosa che torna in posizione eretta, anche in questo caso “srotolando” le vertebre cervicali
  • in caso di problemi di ipo-ipertensione evitare di abbassare eccessivamente la testa e risalire molto lentamente

Dal punto di vista meccanico questo esercizio:

  • scarica le tensioni dell’intera colonna vertebrale
  • distende la muscolatura posteriore delle gambe
  • rinforza la zona lombare
  • rinforza e rilassa i muscoli della schiena e delle spalle
  • giova agli organi nella zona lombare (Rene)
  • giova alla postura

 

Azione energetica

L’azione energetica di quest’ultimo esercizio è particolarmente articolata e profonda.

In primo luogo, stimola intensamente l’energia del Rene grazie ai movimenti ripetuti di inarcamento e distensione della zona lombare. L’esecuzione assidua di questo esercizio rinforza la zona lombare la quale, secondo la medicina cinese, è la dimora del Rene.

Stimola, nel contempo, l’energia della vescica urinaria, viscere, energeticamente associato al Rene. Il Meridiano di vescica urinaria nasce, infatti, all’angolo interno dell’occhio (BL1 Jingming) e – dopo aver attraversato la testa – percorre tutta la schiena (lateralmente alla colonna, lungo due rami) e le gambe, posteriormente, per terminare all’angolo ungueale del quinto dito del piede (BL67 Zhiyin).

Il movimento di distensione della schiena e delle gambe nell’atto di piegarsi in avanti verso i piedi garantisce un benefico stretching a livello di questo Meridiano stimolandolo, con indubbio giovamento su tutto l’aspetto posturale.

Questo esercizio ha, infine, azione di allungamento e stimolazione anche del Meridiano straordinario Du Mai (Vaso Governatore) il quale è localizzato proprio a livello della colonna e la percorre in tutta la sua lunghezza.

Possiamo individuare due posizioni di massima energia in questo esercizio:

  1. nel momento in cui si afferrano le punte (quando, quindi, il punto PC8 Laogong raggiunge e si sovrappone al punto KI1 Yongquan)
  2. quando il palmo si appoggia sulla zona lombare, premendo ed inarcando la schiena (quando, quindi, il punto PC8 Laogong di entrambe le mani raggiunge e si sovrappone ai Reni).

a) Azione sul Rene

L’azione sul Rene è sicuramente l’aspetto che rende più prezioso questo esercizio. Il Rene è, del resto, un organo di prioritaria importanza in medicina cinese, in grado di determinare la costituzione di base, la forza e la vitalità dell’individuo e, infine, in grado di determinare la velocità di invecchiamento ed eventuale degenerazione della nostra energia.

Il Rene è la base della vita sessuale: è il fondamento materiale per la produzione di sperma nell’uomo e di ovuli e Sangue mestruale nella donna. E’ definito la “Radice del Cielo Anteriore[1] poiché detiene l’“Essenza congenita” (Jing[2] del cielo anteriore), fonte della vita, nella quale si radicano lo Yin e lo Yang di tutti gli organi.

Agendo sul Rene e sulla sua energia, questo esercizio agisce in modo benefico su tutte queste sue funzioni.

b) Aspetti psichici

Dal punto di vista psichico, questo esercizio agisce sulla forza di volontà (Zhi), la quale, secondo la medicina cinese, è associata all’organo Rene (“I Reni alloggiano la Volontà”).

Zhi rappresenta la forza del carattere, la determinazione, la volontà di portare a compimento i progetti, tendere verso un fine. Lo Zhi designa anche il desiderio di affermarsi come individuo, di realizzarsi, di avere riconoscimenti. Impegno e responsabilità, quindi, ma sempre coerentemente con le proprie possibilità, così come solo lo spirito saggio del Rene può aiutarci a fare.

c) Ottavo pezzo di broccato e Bioenergetica

Un’esecuzione molto simile a questo esercizio venne proposta da Alexander Lowen ed è tuttora in uso nell’ambito della Bioenergetica[3].

Si tratta di una combinazione di due esercizi fondamentali: l’esercizio di grounding e l’esercizio dell’arco. Il primo consiste in una flessione del busto in avanti fino a toccare terra mentre il secondo consiste in una flessione all’indietro.

I due movimenti di flessione in avanti fino a terra e di inarcamento sono sempre alternati tra loro (“Tutti gli esercizi in cui ci si marca all’indietro (…) sono regolarmente seguiti da un esercizio in cui ci si flette in avanti”; Espansione e integrazione del corpo in bioenergetica, p.29).

Lowen non conosceva il Qi gong e si rese conto di questa corrispondenza tra l’esercizio cinese e quello da lui ideato solo dopo molti anni di pratica nella Bioenergetica (“utilizzavamo l’arco da ormai più di diciotto anni. Immaginate la mia sorpresa quando un paziente mi mostrò una foto AP che riprendeva dei cinesi nell’atto di eseguire esattamente lo stesso esercizio”; Bioenergetica, pag. 60).

Egli stesso ad un certo punto scrive che “un esercizio simile è eseguito da chi pratica il Tai Chi” (Espansione e integrazione del corpo in bioenergetica, p.29) ed è probabilmente a questo ottavo esercizio che si riferisce, anche se lo riferisce ad una pratica di Tai Chi piuttosto che Qi gong[4].

 

Autore Laura Vanni, operatore tuina medicina cinese

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Per approfondire il rapporto tra Qi gong e Bioenergetica leggi anche il mio articolo “Bioenergetica, Qi Gong e Tuina: la Mente del Corpo” pubblicato su “La Mandorla” Anno XX – Numero 78 – Settembre 2016  pp.11-18 (Scarica il PDF dalla pagina “pubblicazioni” del mio sito www.lauravannimedicinacinese.it)

 

Note:

[1] Ricordiamo che la Radice del Cielo Posteriore è invece attribuita al sistema stomaco-Milza, vedi par.3.3.

[2] Il Jing è la sostanza costituente di base dell’organismo umano, la base materiale della crescita e di tutti processi vitali.

[3] Lowen – psicoterapeuta allievo di Reich – ideò un metodo di psicoterapia che combina il lavoro verbale ed il lavoro corporeo. Questo metodo è denominato “Bioenergetica” e parte dall’assunto – comune anche alla cultura cinese – che mente e corpo formano un’unità.

[4] Questa confusione tra le due discipline (Qi gong e Tai Chi) è del resto frequente in Lowen e testimonia il fatto che effettivamente egli non aveva avuto contatti diretti. Gli esercizi di bioenergetica quindi, per quanto a volte molto simili alle pratiche cinesi, sono nati autonomamente da questi sulla base delle osservazioni di Lowen.