Yin o Yang? Facile a dirsi (e in realtà è facile)!

Questa cosa è yin o yang?

Quando uno studente di medicina cinese si trova al confronto con la dialettica yin-yang, questa sembra molto semplice.

Quando la deve applicare allo studio di una manifestazione di squilibrio, però, si rende conto che il proprio ragionamento spesso slitta e porta a conclusioni che non sono in linea con i principi da applicare.

 

Yin o yang: dalla teoria alla pratica

Facciamo un esempio.

Una persona soffre di mal di testa:

  • la localizzazione è “a tutta la testa
  • non ci sono regole precise nella sua insorgenza
  • dura da molto tempo
  • la caratteristica del dolore è di accompagnarsi a una sensazione di testa fredda, ghiacciata
  • polsi e lingua non rivelano alterazioni significative.

In una situazione del genere ci potrà interrogare sulla capacità di “dare” nei confronti dei propri congiunti, o di “lasciare andare” il ricordo di avvenimenti spiacevoli. Si potrà indagare sulla condizione di realizzazione lavorativa, o di aderenza tra quello che il paziente pensa sia il suo realizzarsi e quello che la vita gli ha permesso di fare o costruire.

Tutte domandi interessanti che richiedono, tuttavia, una capacità di indagine e di analisi che gli psicoterapeuti affinano in anni di studio, lavoro e analisi personale. Non è questo il percorso del medico o dell’operatore di medicina cinese.

Resta il fatto che, insieme a manifestazioni generiche come quelle del paziente in esame, una è molto precisa, la caratteristica del dolore legata al freddo.

Una guida alla lettura del caso può essere la comparazione tra la Legge di Opposizione di yin-yang e il Ragionamento Anapodittico degli stoici. Tra l’altro le due correnti filosofiche sono nate nello stesso periodo in Cina e nelle provincie romane del vicino oriente.

In particolare faremo riferimento a Crisippo, il filosofo stoico della Cilicia, attuale costa meridionale della Turchia.

 

Yin o yang? La legge di Opposizione (Scuola Naturalistica, 350 – 270 a.C.).

Viene simboleggiata dall’acqua e dal fuoco, sostanze dotate di qualità, appunto, opposte: l’acqua è fredda (yin), va verso il basso, non ha colore, ecc.; il fuoco (yang) è caldo, va verso l’alto, è luminoso, ecc. .

Per estensione del ragionamento analogico, nel corpo umano la parte esterna è yang, gli organi interni yin; la schiena è yang, torace e addome yin; la parte sopra-ombelicale è yang, la sotto-ombelicale yin; la faccia laterale degli arti è yang la faccia mediale yin; gli organi “cavi” sono yang rispetto a quelli “pieni” yin; le attività funzionali (il Qi degli organi) sono yang rispetto alle sostanze nutritive (il “sangue”, in medicina tradizionale cinese), ecc.

Il crepuscolo rispetto al giorno è yin ma rispetto alla notte è yang. La mattina è yang rispetto alla sera, ma la mattina di un giorno invernale è yin rispetto a quella di un giorno estivo.

Allora dobbiamo acquisire anche questa nozione: non c’è uno yin o uno yang assoluto, ma tutto è relativo.

 

Yin o yang? Il Ragionamento Anapodittico di Crisippo

Per provare a chiarire ulteriormente la differenza fra yin e yang, proviamo a pensare fuori dagli “schemi cinesi” e ad analizzare alcuni esempi di figure di base di ragionamenti anapodittici di Crisippo (stoico, vissuto tra il 281-278 e il 208-295 a.C.):

  1. Se è giorno c’è luce. Ma è giorno, dunque c’è luce.
  2. Se è giorno c’è luce. Ma non c’è luce, dunque non è giorno.
  3. Non può essere insieme giorno e notte. Ma è giorno, dunque non è notte.
  4. O è giorno o è notte. Ma è giorno, dunque non è notte.
  5. O è giorno o è notte. Ma non è notte, dunque è giorno.

Riletta alla luce della dialettica yin-yang diventa:

  1. Uno squilibrio o è yin o è yang. Ma ci sono segni ci calore, dunque è yang.
  2. Uno squilibrio o è yin o è yang. Ma non ci sono segni di calore, quindi non è yang.
  3. Non può essere insieme yin e yang. Ma è yang, dunque non è yin.
  4. O è yin o è yang. Ma è yang, dunque non è yin.
  5. O è yin o è yang. Ma non è yang, dunque è yin.

Tornando al paziente di cui sopra, il mal di testa può essere di tipo yin o di tipo yang, tutto il resto delle sue manifestazioni possono appartenere allo yin o allo yang.

Ma il freddo è yin, in quanto in medicina cinese si studia che il freddo appartiene allo yin e il calore allo yang. Parafrasando quindi Crisippo di Cilicia:

  1. Se c’è yin c’è freddo, se c’è yang c’è calore. Ma c’è yin, quindi c’è freddo.
  2. Se c’è yin c’è freddo, se c’è yang c’e calore. Ma non c’è calore, quindi non è yang.
  3. Non può essere insieme yin e yang. Ma è yin, dunque non è yang.
  4. O è yin o è yang. Ma è yin, quindi non è yang.
  5. O è yin o è yang. Ma non è yang, dunque è yin.

 

Conclusioni: yin o yang?

In conclusione, il mal di testa può presentare diverse condizioni, anche miste. Ma una cosa è certa. Nel caso del paziente esaminato c’è freddo, quindi il suo mal di testa è yin.

Se si applicasse questo ragionamento sempre, per ognuno dei dati ricavati dai Quattro Metodi di Valutazione Energetica, la valutazione energetica stessa sarebbe sempre condivisa, all’interno dello stesso schema di ragionamento e modello epistemologico.

 

Vito Marino
medico agopuntore

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