Il rene e la vescica in medicina cinese: la base del nostro metabolismo

rene
Conoscere la medicina cinese

La medicina cinese considera l’essere umano come un microcosmo, all’interno del quale esiste un’ampia rete di relazioni che rendono possibili tutte le funzioni sia sul piano fisico che su quello mentale / emotivo. Il “cuore” di questo microcosmo è il sistema degli organi e dei visceri, che è considerato non tanto dal punto di vista anatomico, quanto da quello funzionale.

Come dice Giulia Boschi nel suo libro La radice e i fiori, infatti, ogni “organo” della medicina cinese è in realtà un’“orbita” energetica e funzionale che comprende un organo interno (aspetto materiale), un gruppo di funzioni (aspetto “energetico” o del qi), un aspetto mentale / emotivo (shen), un organo di senso, un tessuto, un liquido organico, un’emozione e un meridiano principale (con tutti i suoi collaterali). A ogni organo è poi accoppiato un “viscere”, di cui sono considerati non solo l’anatomia, ma anche e soprattutto le funzioni e il meridiano. Si tratta quindi di un sistema complesso e ricco di relazioni, non di un singolo “pezzo” anatomico.
Ogni sistema-organo è poi collegato a sapori, colori, stagioni… in base alle corrispondenze descritte dal sistema dei cinque elementi. Questo è il modo in cui il microcosmo (uomo) è collegato al macrocosmo (universo).

Con questo articolo iniziamo un viaggio alla scoperta di organi e visceri, condotto dal filo rosso delle stagioni: apriamo quindi con rene e vescica, legati alla stagione invernale.

 

Rene: caratteristiche energetiche

Il sistema del rene, legato all’elemento acqua, si occupa in primo luogo della gestione dei liquidi del nostro corpo: collocato nella parte inferiore del corpo, secondo la medicina cinese recupera per filtraggio i liquidi, inviando alla vescica quelli di scarto e “vaporizzando” in alto quelli ancora recuperabili e utilizzabili dall’organismo. Questa funzione è decisamente simile a quanto già conosciamo grazie agli studi anatomici e fisiologici della medicina occidentale.

Oltre a questo, però, secondo la medicina cinese il rene ha anche altre funzioni energetiche fondamentali, una delle quali è quella di essere il custode del nostro jing (“essenza”, una sostanza non materiale che costituisce il nostro “corredo energetico” e determina costituzione, crescita, riproduzione, invecchiamento, resistenza ai fattori patogeni, potenziale durata della vita, capacità di produrre l’energia attivatrice di tutti i processi metabolici o yuanqi, capacità di riparare organi e visceri…) e, quindi, la sorgente dello yin e dello yang di tutto il nostro organismo. Il jing ha anche la funzione di nutrire le ossa e i midolli, è per questo che fragilità ossea o deformazioni congenite delle ossa in medicina cinese sono attribuite al rene. Il jing purtroppo si consuma inarrestabilmente con i processi metabolici quotidiani: questa riserva preziosa diminuisce quindi inarrestabilmente con l’età.

Il rene controlla inoltre gli sfinteri del basso, cui consente di restare chiusi fino a quando non è necessario lasciar uscire i prodotti di scarto: il naturale decadimento del qi (“energia”) del rene dovuto all’invecchiamento può portare alla perdita di controllo sugli sfinteri e, quindi, all’incontinenza urinaria e fecale.

Dal punto di vista emotivo / mentale (shen), il rene è legato alla volontà (in cinese, zhi): voglia di vivere, istinto di conservazione, ma anche voglia di portare a termine il progetto di vita per cui sappiamo di essere al mondo e, più in piccolo, le singole azioni che decidiamo di intraprendere. Se il rene è in disequilibrio, prevarrà la paura, emozione che può variare dalla timorosità, alla paura del buio nei bimbi, al vero e proprio terrore di tutto ciò che ci può accadere nella vita.

 

Il rene: sistemi e relazioni

Il viscere accoppiato al rene è la vescica, con cui condivide le funzioni legate alla produzione e all’escrezione delle urine.
Del suo sistema funzionale fanno parte i meridiani di rene e vescica, che decorrono sugli arti inferiori (lato interno per rene, lato posteriore per vescica) e raggiungono la parte alta del corpo (torace per rene, testa per vescica).
Di questo insieme fanno parte anche le ossa, le orecchie, la saliva “densa” (quella serve a umidificare la bocca e a proteggere lo smalto dei denti) e i capelli. Il rene è anche legato in particolare alla zona lombare e a quella dell’utero e degli organi riproduttivi.

Il rene ha anche una relazione particolare con due altri organi:
polmone: secondo la medicina cinese, il qi (“energia”) del rene sale per aiutare il polmone a completare l’atto inspiratorio. Anche il polmone è implicato nel ciclo dei liquidi: alcune delle funzioni del rene in questo campo sono infatti coordinate con quelle del polmone.
milza: per la medicina cinese è l’organo che si occupa dell’estrazione dei nutrienti dal cibo e, quindi, ha bisogno di una componente yang (attivante) molto forte: il rene, radice dello yang di tutto il corpo, la assiste e la sostiene.

 

Il rene e il “macrocosmo”

Come tutti gli organi, il rene si inserisce nel sistema dei cinque elementi, che spiega le relazioni fra “microcosmo” (essere umano) e “macrocosmo” (universo). L’elemento cui appartiene il rene è l’acqua, l’elemento più yin, collegato al freddo, al nord, all’inverno, al colore nero (come quello della notte, che in inverno cala presto), al sapore salato (come quello dell’acqua del mare), alla mezzanotte (momento più buio del giorno).

Il fattore climatico collegato è il freddo: una temperatura fresca o leggermente fredda “ritempra” e rende più vitali, ma il freddo eccessivo può consumare lo yang e danneggiare gravemente le funzioni del corpo. Il freddo non è solo quello climatico e/o ambientale, ma anche quello che ci viene trasmesso da cibi e bevande (alghe, cetriolo, germogli di soia, tofu e derivati della soia, limone, arancia, caco, granchio, carne di cavallo, yogurt, alimenti e bevande freddi di frigo).
L’inverno, quindi, è il momento che richiede una maggiore attivazione del nostro rene: per preservare la sua energia, è meglio evitare di esporsi inutilmente al freddo e preferire il consumo di cibi cucinati invece che crudi (tendenzialmente con natura termica più fresca).

 

I disequilibri di rene e vescica

Cosa succede, però, se rene e vescica non sono in equilibrio? Il loro qi (“energia”) non sarà più in grado di portare avanti tutte le loro funzioni fisiologiche e, quindi, compariranno una serie di disturbi legati a tutti i comparti in cui quest’organo e questo viscere sono coinvolti.

Rene

– dolore lombare, debolezza lombare, freddolosità lombare, dolore / debolezza / freddolosità alle ginocchia
– urine scarse e scure, urine chiare e abbondanti, perdita di gocce di urina, incontinenza, necessità di urinare la notte, incontinenza notturna
– feci non formate / con cibi indigeriti / diarrea liquida e non odorosa, incontinenza fecale
– accumulo di liquidi alle caviglie, accumulo di liquidi in genere
– freddolosità intensa, sensazione di freddo diffusa e cronica, arti freddi
– vampate, calore al viso con “pomelli rossi”
– perdita dei capelli, imbiancamento dei capelli, fragilità ossea
– perdita o riduzione dell’udito, acufeni
– paura diurna e notturna
– palpitazioni serali, tachicardia che peggiora la sera
– insonnia, sonno leggero, risvegli notturni
– stanchezza fisica, stanchezza mentale, perdita della memoria a breve termine
– asma inspiratoria
– secchezza della pelle, delle mucose, degli occhi
– mal di testa sordo e diffuso a tutto il capo, sensazione di testa vuota, vertigini

Vescica

– senso di pesantezza alla vescica, con fastidio / dolore a urinare, difficoltà a urinare, urine torbide
– senso di pesantezza alla vescica, dolore e bruciore quando si urina, difficoltà a urinare, urine molto gialle / concentrate
– dolore e bruciore quando si urina, difficoltà a urinare con sangue nelle urine

 

Francesca Cassini

 

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