Coppettazione per il dolore muscolare (e molto altro!): un’alleata preziosa

In Cina l’uso della coppettazione per il dolore muscolare ha una storia millenaria: scopriamo come funziona e in quali altri casi può essere di grande aiuto

Negli ultimi anni anche in Italia abbiamo iniziato a sentire parlare di coppettazione (o “terapia cupping”, per chi nonostante tutto preferisce gli anglicismi): sono ormai diventate famose alcune foto di VIP o di sportivi con i caratteristici segni della coppettazione su schiena, spalle e braccia, che accompagnavano interviste in cui la persona chiamata in causa spiegava come questa tecnica l’avesse aiutata a eliminare dolore muscolare e rigidità e a migliorare la qualità della vita.

Moltissimi però non sanno che la coppettazione è una tecnica complementare (ossia da aggiungere a trattamenti tuina e di agopuntura) usata da sempre in medicina cinese: la prima menzione scritta risale al IV secolo d.C. La coppettazione per il dolore muscolare (e non solo) ha quindi una storia lunghissima, tanto che anche in diversi paesi del mondo (Europa dell’Est, America del Sud) e in alcune regioni di Italia (ad esempio la Liguria, dove vivo) è stata usata per secoli come trattamento tradizionale per dolori articolari e muscolari o per tosse e catarro.

Coppettazione per il dolore muscolare: come funziona?

La prima cosa da dire è che la coppettazione da sola (ossia non accoppiata a un trattamento tuina o di agopuntura) ha un’efficacia ridotta: si tratta infatti di una tecnica complementare e il massimo del risultato si raggiunge quindi accompagnandola all’utilizzo di manovre di tuina sia localmente che sul aree collegate o all’inserimento di aghi.
Proporre la coppettazione per il dolore o il riequilibrio da sola (come tende a fare chi non conosce o conosce poco la medicina cinese) non è quindi nocivo, ma sicuramente garantisce un risultato molto inferiore al suo impiego all’interno di un trattamento mirato.

Il principio di applicazione della coppettazione è semplice: si usano contenitori vuoti (tradizionalmente bicchieri di bambù, modernamente ampolle di vetro) in cui viene introdotta una fiamma per bruciare l’ossigeno, creando una pressione negativa: applicando velocemente la coppetta sul corpo, questa agirà come una ventosa, scollando i tessuti sottostanti. Una reazione normale, soprattutto quando la coppettazione è utilizzata su zone tese a livello muscolare, è la comparsa sulla cute di un’ecchimosi, causata dallo stravaso di cellule del sangue dalle pareti dei capillari (che non vengono però lesionate).

Dal punto di vista meccanico, lo “scollamento” consente di lavorare su eventuali aderenze e di aumentare temporaneamente la circolazione nella zona di applicazione. Il riassorbimento delle cellule ematiche innesca dei processi biochimici che producono sostanze anti infiammatorie.
Qual è invece il punto di vista della medicina cinese?

La coppettazione per il dolore muscolare: una tecnica per muovere qi e sangue

Come abbiamo visto in un articolo recente (“Che cos’è il dolore? Ecco come lo spiega la medicina cinese”), il dolore è causato da una difficoltà di circolazione del qi (“energia”) e/o del sangue all’interno di aree del nostro corpo (muscoli, meridiani, organi interni, arti…).
La risposta più adatta al dolore, quindi, è l’utilizzo di una tecnica che sia in grado di muovere fortemente qi e sangue e di ripristinarne la corretta circolazione.
La coppettazione fa proprio questo: lo “scollamento” crea nuovo spazio per la circolazione di qi e sangue, che in questo modo possono superare i blocchi e riprendere a scorrere normalmente. Se il problema è molto recente, può essere sufficiente anche un solo trattamento per ripristinare una fisiologica situazione di normalità e, quindi, portare alla scomparsa del dolore. Chiaramente, questo è possibile solo se non sussistono lesioni materiali (ad esempio, fratture, lussazioni, spine ossee, lesioni di tendini, muscoli o legamenti…): la coppettazione ha un effetto notevole, ma non possiede il “potere magico” di riparare o modificare i tessuti e, soprattutto, non va applicata su lesioni come quelle indicate sopra.

 

coppettazione per il dolore

La coppettazione per il dolore funziona anche quando dipende da fattori climatici esterni

Oltre al blocco “semplice” di qi e sangue (che può essere causato da una postura sbagliata, da tensioni muscolari, da traumi recenti o passati…), un problema nella loro circolazione può essere causato anche da fattori climatici o ambientali che hanno superato la barriera della pelle e delle altre difese e sono penetrati all’interno del corpo: i responsabili principali sono vento, freddo e umidità.

Se la penetrazione è stata intensa, se è avvenuta in un momento in cui il nostro livello di energia era basso (e quindi il qi non è riuscito a espellere il fattore climatico penetrato) o se il trattamento ricevuto ha solo “spento” il sintomo senza andare alla radice del problema, vento, freddo e umidità possono restare all’interno del corpo e portare alla cronicizzazione del dolore, che ricompare ogni volta che si viene in contatto con lo stesso fattore climatico. È il caso ad esempio dei dolori che “saltano fuori” quando il tempo diventa umido, quando cambia bruscamente o se si prende un po’ di freddo. La soluzione è solo una: aiutare il nostro organismo a espellere il fattore climatico senza che ne restino residui.

Se per il freddo la tecnica più indicata è la moxibustione (o moxa), per vento e umidità è particolarmente indicata la coppettazione: grazie alla suzione praticata sulla superficie del corpo, i fattori penetrati all’interno vengono richiamati in superficie, dove il qi (sbloccato dall’azione dinamica di scollamento) sarà finalmente in grado di espellerli.

Coppettazione per il dolore e non solo: e se il problema è “interno”?

A volte la difficoltà di circolazione del qi (“energia”) non è relativa ai muscoli o a una zona specifica del corpo, ma riguarda piuttosto l’aspetto funzionale del nostro organismo: in questo caso, si parla di una stasi del qi sistemica, legata di solito a una disarmonia dell’organo fegato. Il fegato, infatti, ha come compito principale quello di assicurare il libero fluire del qi e del sangue in tutto il corpo: è una sorta di “pompa di lubrificazione” energetica, che si assicura che nulla si blocchi.

Alcuni fattori, però, possono mandare il fegato in disequilibrio, impedendogli di far circolare il qi come dovrebbe (“stasi del qi del fegato”): fra i motivi principali ci sono stress, nervosismo, rabbia o altre emozioni represse.
Quando la stasi del qi è sistemica, i disturbi sperimentati possono riguardare comparti diversissimi: il minimo comune denominatore è la difficoltà di movimento e/o trasformazione. Se il qi non circola bene, quindi, si potranno avere stitichezza (non “spinge” le feci), gonfiore addominale, difficoltà digestive (la stasi del qi blocca i movimenti dello stomaco), stanchezza che migliora con il movimento (che aiuta a farlo circolare), difficoltà a “mettersi in moto al mattino” (la staticità del riposo notturno peggiora la situazione), dolore mestruale (difficoltà di circolazione al basso addome), sindrome premestruale (la difficoltà si estende anche su altri piani), gonfiore e/o ritenzione alle gambe (il qi non circola bene in basso), tono dell’umore basso o sbalzi di umore (se il qi non circola bene, anche le emozioni sono alterate)…

Anche in questo caso, le coppette vengono in aiuto: grazie alla loro azione molto dinamica, possono essere usate sia sui distretti più colpiti (ad esempio le gambe) che su specifici punti di agopuntura sul dorso che hanno azione di migliorare la circolazione del qi.

coppettazione per il dolore

Coppettazione per il dolore muscolare o per problemi sistemici: come si fa?

La tecnica della coppettazione richiede una buona dose di manualità e deve quindi essere utilizzata da un operatore / un’operatrice di medicina cinese: l’uso del fuoco e i movimenti rapidi richiesti per applicare le coppette con il giusto “effetto ventosa” possono solo essere appresi grazie a lezioni ed esercitazioni pratiche.

Se tradizionalmente si utilizzava una piccola quantità di materiale infiammabile (es. un pezzetto di garza di cotone avvolto attorno a un bottone o altro, imbevuto di alcol) che veniva inserito nella coppetta prima di rovesciarla sul corpo, con eventuali rischi di ustione, ora la tecnica viene praticata in tutta sicurezza con una pinza (gli operatori più esperti usano quelle operatorie con la chiusura di sicurezza) attorno alle cui punte è avvolto e fissato del cotone idrofilo successivamente bagnato con la giusta quantità di alcol. Questo permette non solo di controllare meglio il fuoco, ma di avere una maggiore versatilità con le tecniche di applicazione.

Le tecniche utilizzate per la coppettazione sono sostanzialmente tre:

  • coppettazione fissa: si tratta della tecnica utilizzata tradizionalmente, quando il materiale impiegato per le coppette (bambù invece che vetro) era troppo ruvido per permettere la tecnica strisciata e l’assenza di pinze per una gestione del fuoco continuativa non dava modo di usare la tecnica alternata. La coppetta viene applicata sul corpo e lasciata agire per alcuni minuti. Viene utilizzata per stimolare i punti di agopuntura, per portare alla superficie i fattori climatici (soprattutto freddo e umidità) penetrati in profondità o per sbloccare la circolazione di qi (“energia”) e sangue a livello muscolare in situazioni molto croniche.
  • coppettazione alternata: la coppetta viene applicata, poi staccata velocemente, poi riapplicata, poi ristaccata e così via. Se applicata con relativa intensità, viene utilizzata per dare un effetto più dinamico (ad esempio, in zone dove il qi circola male a causa di contratture). Quando invece è applicata in modo molto delicato e per un tempo molto breve, serve per per richiamare qi e sangue in zone dove sono in quantità insufficiente (utilizzo molto utile sui punti di agopuntura).
  • coppettazione strisciata: la coppetta viene applicata e poi mossa avanti e indietro in modo lineare sulla superficie del corpo, per esercitare lo “scollamento” su un’area più ampia e in maniera molto più dinamica (in questo caso, è indispensabile che la pelle sia lubrificata con olio!). Viene utilizzata soprattutto per muovere il qi con grande intensità, ad esempio su larghe zone di muscolatura contratta.

L’utilizzo delle coppette in vetro e del fuoco è particolarmente indicato quando si vuole utilizzare la coppettazione per il dolore o in situazioni in cui sia necessario muovere fortemente il qi (“energia”).
Se invece si vuole utilizzare le coppette in maniera più delicata o per l’autotrattamento da parte di persone non esperte (ad esempio, in caso di difficoltà di circolazione del qi e dei liquidi nelle gambe, come nel caso della ritenzione), consigliamo di acquistare un set di coppette in silicone (leggi qui la descrizione) che non hanno necessità di fiamma e sono leggere e maneggevoli.

Francesca Cassini
Operatrice e insegnante di Tuina

 

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