Che cos’è il dolore? Ecco come lo spiega la medicina cinese

Il dolore (soprattutto quello muscolare e articolare) è un’esperienza comune nelle nostre vite: può essere di diversa entità e importanza, ma ci fa visita quasi quotidianamente, anche semplicemente quando sbattiamo il famoso mignolino contro l’angolo di un mobile…

Ma che cos’è il dolore? La medicina occidentale spiega la sua percezione come l’invio di uno stimolo alla corteccia cerebrale da parte di terminazioni nervose. La medicina cinese, come sempre, non si concentra tanto sul come, quanto sul perché.

Il concetto base per capire cosa sia il dolore in base a questa prospettiva è quello di qi o “energia vitale”: il fisiologico benessere della persona è garantito dal libero circolare del qi, che fluisce in modo ininterrotto e privo di ostacoli per tutto il corpo, assicurando anche il movimento delle sostanze più yin, come ad esempio sangue e fluidi corporei, oltre che delle sostanze introdotte dall’esterno (cibo, bevande) e degli scarti destinati a lasciare il corpo (sudore, feci, urine…).

Il “fiume” del qi, energia vitale

Il fluire del qi è come quello di un corso d’acqua: ha una sua direzione e un suo movimento naturale e con il suo passaggio alimenta vita e movimento del paesaggio che attraversa. Quando, però, un ostacolo lo blocca possono esserci cambiamenti anche notevoli: un masso, un grosso tronco o una frana possono fermare il corso del fiume, creando un lago, oppure lo possono deviare, facendolo uscire dal suo corso con il risultato di travolgere quello che c’è intorno. Se l’ostacolo è piccolo, invece, l’impatto è molto meno evidente: una foglia o un rametto vengono trascinati via dalla corrente e allontanati, un ramo più grande o piccolo tronco rendono la corrente più vorticosa senza però riuscire a fermarla, un sasso cade sul fondo e produce solo micro alterazioni invisibili agli occhi – ma è anche vero che un accumulo di piccoli sassi in un lungo lasso di tempo porta comunque alla formazione di un ostacolo di grosse proporzioni, che alla fine modifica o interrompe in modo macroscopico il flusso della corrente, a volte anche con conseguenze rischiose.

Lo stesso vale per il flusso del qi: se gli ostacoli (contratture muscolari, fattori climatici come umidità e freddo, mucosità (tan) create da alimentazione sbagliata, spinte in senso diverso o contrario date dalle emozioni…) sono piccoli e il qi è abbondante, il movimento naturale basterà a spingerli via o a scioglierli; se invece gli ostacoli sono importanti, allora la circolazione del qi sarà ostacolata, deviata, resa irregolare o addirittura bloccata. Anche piccoli ostacoli, rafforzati nel tempo, possono portare allo stesso risultato: basti pensare, ad esempio, a quanto malessere possono creare una postura sbagliata tenuta per anni (ad esempio la posizione della spalla collegata al braccio che usa il mouse) o una cattiva abitudine alimentare ripetuta per decenni.

Come nasce il dolore

Quello che noi percepiamo come dolore, quindi, altro non è che un blocco o una limitazione della circolazione del qi (“stasi di qi”): più il qi sarà bloccato, più il dolore sarà intenso. In medicina cinese si dice infatti che 不通则痛,痛则不通 (bú tōng zé tòng, tòng zé bú tōng): “Se (il qi) non circola c’è dolore, se c’è dolore allora (il qi) non circola”.
Una conferma ci arriva dall’esperienza: quando prendiamo un colpo e sentiamo dolore, il primo istinto è quello di massaggiare la zona – in medicina cinese si direbbe che l’istinto è quello di aiutare il qi, bloccato dalla botta ricevuta, a riprendere la normale circolazione.

Come abbiamo detto, il qi muove anche le altre sostanze presenti nel corpo: se la stasi del qi è molto grave, anche queste non riusciranno a circolare appropriatamente nella zona colpita. Il caso più “grave” è quello in cui il qi non riesce a muovere il sangue (“blocco di sangue”): il dolore sarà molto intenso, fisso, trafittivo, accentuato dalla pressione o addirittura dal tocco.

La stasi del qi non è causata sempre e solo da eventi traumatici o da un qualcosa di troppo (“eccesso”) che blocca direttamente la circolazione del qi: anche se il qi è troppo poco (“deficit”) e non raggiunge una zona con forza sufficiente, infatti, si può creare una situazione di stasi e, quindi, di dolore. In questo caso, si può pensare a un fiume in secca, con poca acqua: basterà anche un sasso, un rialzo del fondo o un ramo di piccole dimensioni per bloccarne o deviarne il corso. Se il qi non arriva con la giusta forza in un’area, quindi, anche un piccolo ostacolo (che normalmente non sarebbe nemmeno percepito) può bastare a causare stasi e, quindi, dolore.

L’approccio della medicina cinese al dolore

Le cinque tecniche della medicina cinese sono estremamente utili per agire sulle cause che portano al dolore e gli operatori possono anche insegnare alcune tecniche base ai propri clienti, per rafforzare l’effetto dei trattamenti con l’automassaggio:

  • tuina e agopuntura agiscono sui meridiani e sui loro punti; gli aghi possono essere infissi direttamente nella zona dolente, mentre le manovre del tuina sono solitamente utilizzate su zone e punti a monte e a valle della parte coinvolta, se il tocco a livello locale è troppo fastidioso. In caso di dolore da deficit (la forza del qi nella zona non è sufficiente), è possibile agire con agopuntura e/o tuina per stimolare il corpo a produrre e distribuire una quantità di qi sufficiente.
  • il qigong aiuta a ripristinare una corretta circolazione del qi attraverso respirazione e movimenti lenti e delicati e sostiene il nostro sistema di organi e visceri nella produzione della giusta quantità di qi. Può essere anche abbinato a tuina e/o agopuntura.
  • la dietetica cinese è utile come sostegno ai trattamenti di tuina / agopuntura e/o agli esercizi di qigong. Attraverso una giusta alimentazione, infatti, è possibile: stimolare la circolazione del qi, interrompere la produzione di mucosità, apportare calore all’organismo, aumentare la produzione di qi.
  • la farmacologia cinese ha rimedi mirati per muover il qi e/o il sangue, eliminare le sostanze “estranee” (fattori climatici, mucosità…), aumentare la produzione di qi. È comunque consigliabile abbinarla a tuina, agopuntura o qigong per un risultato più rapido.

Articolo di Francesca Cassini
Operatrice e insegnante di Tuina

 

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